Il ministro dello Sviluppo Economico ha presieduto il tavolo delle piccole e medie imprese, tenutosi al Ministero con i rappresentanti di 31 associazioni, per discutere delle misure sulla competitività e la crescita. Tutela dei marchi storici, made in Italy e credito alle Pmi i tre elementi fondamentali su cui puntare.

Elaborare proposte per la crescita e lo sviluppo. E’ la richiesta avanzata dal ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, al tavolo con le imprese, in vista della definizione Di un “decreto per la crescita sostenibile” che lo stesso Mise sta mettendo a punto e che verterà su tre elementi fondamentali: tutela dei marchi storici, made in Italy e credito alle Pmi. Archiviata la discussione su reddito Di cittadinanza e quota 100, ormai in dirittura d’arrivo con l’approvazione del ‘decretone’ in Parlamento, il confronto tra governo e parti sociali (e Di imprenditori e sindacati tra Di loro) riparte dunque sui temi della crescita, in una fase congiunturale critica nella quale è necessario il contributo Di tutti per cercare Di dare linfa a un’economia in difficoltà. Il tris Di appuntamenti è cominciato oggi con l’incontro con le Pmi (ma oltre a una trentina Di associazioni dei ‘piccoli’ c’era anche Confindustria), un tavolo fisso su cui Di Maio punta per un confronto costante con il mondo imprenditoriale: il ministro “ci ha chiesto Di elaborare delle proposte nell’ottica della crescita e dello sviluppo”, con “una disponibilità che apprezziamo”, ha spiegato il leader Di Confindustria, Vincenzo Boccia. L’ossatura del decreto in lavorazione la illustra lo stesso Di Maio, spiegando che si tratta Di tutela dei marchi storici italiani, che “non potranno più finire nelle mani straniere”, promozione del made in Italy attraverso i 140 milioni all’anno del piano sull’internazionalizzazione e un
nuovo sistema per tutelare il credito alle Pmi. Ma non saranno solo le imprese a dire la loro. Domani è infatti in programma il tavolo con i sindacati, che sebbene non abbia un preciso ordine del giorno sarà con tutta probabilità dedicato allo stesso tema. “Speriamo che finalmente si apra una discussione vera sulla nostra piattaforma e quindi che si inizi a discutere Di crescita, sviluppo e lavoro”, ha detto la leader della Cisl, Annamaria Furlan. Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, si aspetta che l’incontro “sia l’inizio Di un percorso per affrontare problemi come investimenti, politica industriale, riforma fiscale degna Di questo nome, riforma delle pensioni vera, la necessità Di rimettere al centro il lavoro, lotta alla povertà”. “Vedremo Di discutere dei problemi del lavoro e della piattaforma unitaria che abbiamo presentato anche al governo”, ha concluso il leader della Uil, Carmelo Barbagallo. All’incontro hanno partecipato 31 associazioni: Confcommercio, Confindustria, Confcooperative, Confartiginato, Confeprofessioni, Cia,CNA, Coldiretti, Confesercenti, Federmanager, Confapi, Confini, Ance, Lega Coop, Assonime, Cinfedilizia, Federdistribuzione. 

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