L’attacco del segretario generale della Uiltucs, il sindacato del terziario. “Chi blocca il contratto fa dumping salariale”. “Intervenga il ministero per sollecitare le imprese al rinnovo”.

“Basta con le ottocentesche elargizioni unilaterali. I lavoratori della Grande distribuzione meritano un nuovo contratto di lavoro e conseguenti aumenti retributivi, in linea con quelli ottenuti dai loro colleghi delle aziende che applicano gli accordi raggiunti da anni con Confcommercio”. Brunetto Boco, segretario generale della Uiltucs, il sindacato del terziario, dei servizi e del commercio, è netto: “Abbiamo chiesto l’intervento del ministero del Lavoro, degli ispettori e dell’Inps per una grave situazione che configura un dumping salariale e contributivo ai danni dei lavoratori ma anche delle altre imprese che hanno mantenuto carrette relazioni industriali”.

Come si è arrivati a questo livello di scontro con aziende cosi strutturate? “Sono sicuramente strutturate, ma è un fattore che rende ancora più irresponsabile l’atteggiamento assunto a livello di azienda e associativo. È da oltre un anno che sono cessate le trattative con Federdistribuzione per il rinnovo del contratto. Le aziende aderenti continuano a applicare il contratto stipulato nel 2011, scaduto da quasi cinque anni e che abbiamo rinnovato solo con Confcommercio, adeguandolo alle mutate condizioni del contesto economico”.

Quali sono le conseguenze? “Che i lavoratori delle aziende aderenti a Federdistribuzione si trovano a essere figli di un Dio minore rispetto a quelli delle altre imprese che applicano il contratto rinnovato, con evidenti lesioni dei loro diritti e con danni sempre più rilevanti sul piano retributivo e contributivo. Il che significa che le imprese interessate realizzano di fatto un’operazione di dumping rispetto alle altre imprese del settore che si adeguano al contratto rinnovato, versando non solo una retribuzione più bassa ma anche una minore contribuzione previdenziale”.

Le aziende di Federdistribuzione hanno comunque annunciato l’erogazione di un acconto futuri aumenti di 16 euro lordi mensili dal primo gennaio. “Guarda caso hanno annunciato l’elargizione unilaterale alla vigilia dello sciopero del 22 dicembre. Ma, al di 14 di questo, è del tutto evidente che ci troviamo di fronte a un atto che conferma la pervicace volontà di negare, anche per il futuro, il contratto di lavoro ai propri dipendenti, sostituendolo con erogazioni paternalistiche, di valore largamente inferiore a quelle garantite dal contratto”.

Come intendete reagire? “Si tratta di un’azione aziendale illegittima sotto molteplici profili. Da un lato si vuole negare la contrattazione collettiva ai lavoratori di queste aziende, con la violazione piena dell’articolo 36 della Costituzione. Dall’altro, si tende a ostacolare gravemente l’attività sindacale, anch’essa costituzionalmente protetta dall’articolo 39. Per questo abbiamo sollecitato le singole aziende della GDO che si sono mosse in questa maniera a ritornare sui loro passi. In caso contrario, non solo siamo pronti a riprendere il conflitto ma ci muoveremo anche sul terreno giudiziario”.

tratto da QN Economia&Lavoro

di Alberto Pieri  

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