Alla fine non saranno né 8 né 12: il testo che verrà depositato dalla maggioranza nella Commissione Attività produttive prevede l’apertura almeno una volta al mese, numero destinato ad essere raddoppiato in alcuni periodi dell’anno.

In un primo momento la Lega proponeva di lasciare aperti i negozi solo 8 domeniche (quelle di dicembre e altre quattro domeniche o festività negli altri mesi dell’anno). La proposta del Movimento 5 stelle, invece, era legata ad un meccanismo di “turnazione” (per il 25% dei negozi, “gli altri a turno chiudono”, aveva spiegato a novembre Di Maio) e aveva suscitato l’ira delle forze dell’opposizioni, in particolar modo del sindaco di Milano, Giuseppe Sala. L’accordo sembrava essere stato trovato sulla possibilità di tenere aperti gli esercizi commerciali solo per dodici domeniche l’anno. Questo il punto di partenza dei giallo-verdi prima del lavoro della Commissione Attività produttive presieduta dalla leghista Saltamartini. Ora però tra M5s e Lega c’è l’accordo. Tra oggi e e domani arriverà la ‘svolta’. Attraverso il deposito, riferiscono fonti parlamentari della maggioranza, di un testo unificato firmato dal relatore Dara. Non saranno né 8 e neanche 12 le domeniche nelle quali gli esercizi commerciali rimarranno aperti. Il numero andrà ben oltre, anche se la Commissione stabilirà solo un tetto massimo, poi dovranno essere le Regioni, d’accordo con le amministrazioni comunali, a stilare una sorta di calendario e di programmazione a lunga durata. In ogni caso, riferiscono le stesse fonti citate dall’Agi, per i negozi verrà garantita l’apertura perlomeno una volta al mese, numero destinato ad essere raddoppiato in alcuni periodi dell’anno, come per esempio durante i saldi. Durante le festività, però, gli esercizi commerciali rimarranno chiusi. La soluzione adottata dal Movimento 5 stelle e dalla Lega punta – sottolineano fonti di entrambe le forze politiche – da una parte a “recuperare il senso della domenica per le famiglie” dall’altra a salvaguardare il comparto commerciale senza “penalizzare ne’ i lavoratori ne’ le imprese”. L’obiettivo è di privilegiare gli esercizi commerciali di vicinato, le grandi città, le località turistiche, i territori e i centri storici. Soprattutto – questo il ragionamento – quei centri colpiti dalla crisi economica e dalla liberalizzazione avvenuta con il governo Monti con il ‘Salva-Italia’. Di Maio aveva parlato di legge pronta prima della fine del 2018. L’intesa arriverà a fine gennaio ma in Commissione Attività produttive in questi mesi sono state audite le associazioni di categoria e le associazioni dei consumatori.  Per gli esercizi commerciali dunque è in arrivo una legge restrittiva, “ma con buon senso”, sottolineano fonti parlamentari sia pentastellate che della Lega. L’iter della legge è solo agli inizi del suo cammino. Dopo il deposito del testo base in Commissione si aprirà il dibattito, con la maggioranza che aprirà alle opposizioni il dialogo anche sugli emendamenti. Uno degli obiettivi dei giallo-verdi è quello di normare, sempre per quanto riguarda le domeniche, l’e-commerce, visto che al momento non si è riusciti – riferiscono le stesse fonti – ad introdurre una misura ad hoc, anche perché finora le cinque proposte sul tavolo (oltre quella del Movimento 5 stelle e della Lega, ce ne sono una del gruppo misto, una del Pd e una di FI) non hanno affrontato l’argomento in maniera approfondita.

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