L’inizio di una nuova attività imprenditoriale rappresenta sicuramente una scelta molto importante e definitiva: può realizzare il successo di un’idea oppure il materializzarsi di un incubo. Per limitare al massimo la “cabala” applicata all’economia (scelta molto rischiosa che quasi sempre produce effetti non piacevoli) è necessario che i promotori dell’iniziativa procedano rispettando la corretta procedura che li dovrà portare alla valutazione finale sulla convenienza economica (legata alla futura redditività) e sulla sostenibilità finanziaria (equilibrio del cash flow a breve e a medio termine) del loro progetto.

Sinteticamente si può affermare che una buonainiziativa è solo quella che si può realizzare, che produrrà reddito e che potrà contare sull’equilibrio finanziario.

Questa valutazione, ovviamente, deve essere fatta in via preventiva; da qui la necessità di impostare, sviluppare e realizzare una procedura coerente con lo scopo.

Cerchiamo innanzitutto di definire gli “ingredienti” necessari:

· L’IDEA (intuito, premonizione, consapevolezza, rivincita?)

· IL MERCATO (di nicchia, generalista, recettivo, difficile, vicino, lontano, promettente?)

· I PARTNER (solo buoni, onesti e danarosi)

· IL BUSINESS PLAN (completo e attendibile)

E’ evidente che una buona idea spesso nasce dalla conoscenza dei beni/servizi che si ha intenzione di produrre/commercializzare, del mercato di riferimento, della concorrenza, ecc.

Ma anche se così fosse, avere le idee chiare a livello produttivo o commerciale non significa essere in grado di far nascere e poi organizzare e gestire l’Azienda nelle sue varie componenti in maniera da produrre reddito ed equilibrio finanziario.

Di qui la necessità di raccogliere in un unico documento presupposti, contenuti, previsioni dell’iniziativa: chiamiamolo Piano industriale senza offesa per nessuno.

I Prospetti più importanti

che serve per determinare se la redditività a medio termine è conforme alle aspettative.

che serve per conoscere il volume di fatturato minimo necessario a coprire costi fissi e variabili e, quindi, a valutare se l’iniziativa è in grado di raggiungerlo. E, infine

che espone il volume di entrate ed uscite finanziarie a medio termine e, quindi, a valutare la sostenibilità finanziaria della gestione caratteristica e del pagamento degli investimenti

IL PIANO INDUSTRIALE

Generalmente si compone di 2 elementi che si integrano ed interagiscono fra loro:

1. Una parte descrittiva che serve ad illustrare i presupposti di natura commerciale che stanno alla base dell’iniziativa, le professionalità e i relativi know-how sui quali potrà contare la Società, sull’assetto societario con particolare riguardo alla gestione amministrativa e finanziaria, ecc.

Sinteticamente questa parte del documento serve a tranquillizzare i possibili soci/finanziatori sulla bontà dell’iniziativa

2. Una parte numerica che, sostanzialmente corrisponde al Business Plan Start Up e che, di base, comprende:

1. Compilazione dei prospetti relativi alla produzione di beni e/o servizi e/o attività commerciali che si intendono realizzare 

2. Previsione del fatturato e del corrispondente costo del venduto 

3. Previsione dei Costi della gestione caratteristica, degli oneri finanziari e degli ammortamenti 

4. Compilazione prospetto relativo al costo del Personale Dipendente 

5. Compilazione del Piano degli Investimenti dei relativi pagamenti 

6. Riepilogo dell’Autofinanziamento, dei Finanziamenti esterni e dei Contributi (se previsti) 

7. Compilazione dei Budget economici e dei corrispondenti Break even point 

8. Compilazione dei Budget Finanziari / Cash flow

È evidente che il grado di attendibilità dei risultati economici e finanziari sarà corrispondente al livello di affidabilità delle previsioni immesse; sarà quindi indispensabile dimostrare, nella sezione descrittiva del piano industriale, la rispondenza di queste ultime a statistiche, risultati e analisi svolte pubblicate da organismi pubblici e privati reperibili da Internet o da altre fonti qualificate.

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