Incongruità fiscale: sull’Irap serve una norma a tutela dei “piccoli”

Incongruità fiscale: sull’Irap serve una norma a tutela dei “piccoli”

Confcommercio propone da tempo l’introduzione di una norma specifica che escluda dal pagamento dell’imposta regionale sulle attività produttive gli imprenditori sprovvisti di “autonoma organizzazione”. Se si parla di presupposto soggettivo dell’IRAP, l’indirizzo ormai consolidato espresso dalla Corte di Cassazione ormai da molti anni è quello secondo cui i “piccoli imprenditori”, se sprovvisti di “autonoma organizzazione”, non sono soggetti all’imposta. Il “piccolo imprenditore” – come definito dai giudici di legittimità – ha una dotazione minimale di beni strumentali e non si avvale, se non occasionalmente, del lavoro altrui. Rientra, quindi, in una categoria “marginale” di soggetti economici per i quali deve valere l’esclusione dal pagamento dell’IRAP. E’ un principio che è stato riconosciuto dalla stessa Amministrazione finanziaria. Tuttavia, ad oggi, il Legislatore non ha ancora dato una esatta definizione di “autonoma organizzazione” e, quindi, spetta al contribuente – in assenza di una specifica soluzione normativa – l’onere di agire in giudizio per ottenere il riconoscimento da parte del giudice del requisito dell'”organizzazione minimale di beni strumentali”. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate – pur recependo l’esclusione dall’IRAP per i piccoli imprenditori privi di “autonoma organizzazione” – non ha fornito alcuno strumento operativo utile a far individuare con certezza quali siano i “piccoli imprenditori” esclusi dall’imposta. Dunque, visto che si è sempre più consolidato l’indirizzo giurisprudenziale – sia di legittimità che di merito – secondo cui l’imprenditore che lavora da solo e con pochi beni strumentali non deve essere assoggettato ad IRAP, e per porre fine al notevole contenzioso in materia, riteniamo che non sia più procrastinabile un intervento legislativo che definisca, normativamente, i “confini” dell’esclusione dall’imposta per tali soggetti. Al riguardo, è...
Confcommercio presenta “Il negozio nell’era di Internet”

Confcommercio presenta “Il negozio nell’era di Internet”

Giovedì a Roma, nell’ambito del convegno “La distribuzione tra intelligenza artificiale, e-commerce ed abitudini di consumo”, verrà presentato il nuovo volume della colanna “Le Bussole”. Come Internet sta cambiando il contesto competitivo del commercio al dettaglio e quale futuro per i punti vendita tradizionali. Questi i temi che saranno al centro del convegno di Confcommercio dal titolo “La distribuzione tra intelligenza artificiale, e-commerce ed abitudini di consumo” che si svolgerà giovedì 12 aprile alle ore 10.30 presso la sede nazionale di Piazza G.G. Belli 2. Sarà l’occasione per presentare il volume “Il Negozio nell’era di internet”, che fa parte della collana  “Le Bussole”, veri e propri manuali editi da Confcommercio che aiutano gli imprenditori ad essere più competitivi ed innovativi. La parte centrale della mattinata sarà dedicata ad una tavola rotonda durante la quale alcuni esperti illustreranno i principali processi di trasformazione che stanno rivoluzionando il retail oggi e, soprattutto, quali sono gli scenari che consumatori ed imprese devono attendersi ed affrontare nei prossimi anni. Partecipano all’evento: Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio; Massimo Gaggi, editorialista del Corriere della Sera e autore del libro “Homo Premium”; Cristina Lazzati, direttore Gdoweek e MarkUP; Roberto Ravazzoni,  professore ordinario presso il Dipartimento di Comunicazione ed Economia dell’Università di Modena e Reggio Emilia; Fabio Gasparetti, professore ordinario  Università Roma Tre Department of Engineering – Artificial Intelligence Laboratory; Luca Zanderighi, professore ordinario di Economia e gestione delle imprese presso la Facoltà di Scienze Economiche Politiche e Sociali dell’Università degli studi di...
Industria: febbraio “freddo” per la produzione

Industria: febbraio “freddo” per la produzione

L’istat indica un calo dello 0,5% rispetto a gennaio e un aumento del 2,5% su base annua. Nei primi due mesi del 2018 la produzione è aumentata del 3,4% su gennaio-febbraio 2017. Nel febbraio scorso la produzione industriale è scesa dello 0,5% rispetto a gennaio e aumentata del 2,5% (dati corretti per effetto calendario) su febbraio 2017. Lo rileva l’Istat spiegando che nella media del trimestre dicembre 2017-febbraio 2018 la produzione è salita dell’1,4% rispetto al trimestre precedente, mentre in quelle dei primi due mesi del 2018 è aumentata del 3,4% su gennaio-febbraio 2017. Significativa la variazione congiunturale positiva dell’energia +8,1%, in calo beni di consumo (-2,4%), intermedi (-1,5%), strumentali -1%.  In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di  calendario registrano aumenti apprezzabili per beni  strumentali (+3,9%) e beni di consumo (+2,5%); piu’ contenuto è l’aumento di energia (+1,9%) e beni intermedi (+1,2%). Per quanto riguarda i settori di attività economica, a febbraio i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale della produzione industriale sono: prodotti farmaceutici di base e preparati (+11,2%), fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+6,6%) e fabbricazione di macchinari e attrezzature (+5,3%). Le diminuzioni maggiori si registrano per attività estrattiva (-4,9%), fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-4%) e fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi...