Marzo in calo per il mercato dell’auto

Marzo in calo per il mercato dell’auto

In Italia sono state vendute 213.731 auto, il 5,75% in meno dello stesso mese del 2017. Nel trimestre le immatricolazioni sono state 574.130, in calo dell’1,55% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nel mese di marzo 2018 in Italia sono state immatricolate 213.731 autovetture, con un calo del 5,75% rispetto a marzo 2017, durante il quale ne furono immatricolate 226.780 (nel mese di febbraio 2018 sono state invece immatricolate 182.102 autovetture, con una variazione di -1,22% rispetto a febbraio 2017, durante il quale ne furono immatricolate 184.348). Nello stesso periodo di marzo 2018 sono stati registrati 414.705 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -10,01% rispetto a marzo 2017, durante il quale ne furono registrati 460.814 (nel mese di febbraio 2018 sono stati invece registrati 378.491 trasferimenti di proprietà di autousate, con una variazione di -7,50% rispetto a febbraio 2017, durante il quale ne furono registrati 409.159). Nel mese di marzo 2018 il volume globale delle vendite (628.436 autovetture) ha dunque interessato per il 34,01% auto nuove e per il 65,99% auto usate. Nel periodo gennaio-marzo 2018 la Motorizzazione ha in totale immatricolato 574.130 autovetture, con una variazione di -1,55% rispetto al periodo gennaio-marzo 2017, durante il quale ne furono immatricolate 583.162. Nello stesso periodo di gennaio-marzo 2018 sono stati registrati 1.185.464 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -5,03% rispetto a gennaio-marzo 2017, durante il quale ne furono registrati...
Dove finiscono le vostre tasse? L’11% serve a pagare il debito

Dove finiscono le vostre tasse? L’11% serve a pagare il debito

«Gentile contribuente, ecco come lo Stato usa le tue tasse». Da metà aprile, quando sarà online anche la dichiarazione precompilata dei redditi del 2017, l’Agenzia delle Entrate «rivelerà» a ogni contribuente italiano come sono state utilizzate le imposte versate l’anno scorso. Che il 21% sia assorbito da pensioni e assistenza, il 10% dalla sanità, e poco meno dalla sicurezza non è certo un mistero, ma per gli italiani un conto è parlare dello Stato quasi come fosse un’entità astratta, un conto delle proprie tasche. Quanto meno sapranno quanti euro, di quelli che hanno guadagnato, gli sono costati i servizi della pubblica amministrazione, o la scuola. «Consapevolezza» «Contribuire alla propria comunità è essenziale», scrive l’Agenzia nella lettera personalizzata destinata ai contribuenti «ma riteniamo lo sia anche avere la consapevolezza, per rispetto del cittadino prima ancora che del contribuente, di come vengano utilizzate le risorse fiscali». Un ipotetico signor Rossi, che l’anno scorso ha versato 11 mila euro di imposte sui redditi del 2016, saprà ad esempio che 2.352 sono finiti per coprire le pensioni e l’assistenza, 2.139 sono andati a finanziare la spesa sanitaria, 1.219 gli interessi sul debito, 975 euro la difesa, la sicurezza e l’ordine pubblico, 921 euro la macchina della pubblica amministrazione. Le tasse del signor Rossi Ogni italiano saprà esattamente quanto ha pagato anche per i trasporti pubblici (il nostro signor Rossi ha speso 490 euro), la cultura (262 euro), la difesa del territorio (200), e quanta parte delle sue tasse sono finite direttamente alla Ue come contributo diretto di bilancio (296 euro degli 11 mila pagati di imposte in Italia). La lettera sarà accompagnata da...